Ulisse Code chi è? - intervista

CHI è ULISSE CODE? intervista al Divulgatore e Ricercatore italiano sul Bdsm, sulla sessualità kinky e Ludica umana

Pagina 1 dell'intervista «Chi è Ulisse Code?», di Arcibaldo Tranquilli. Alla prima domanda — chi sei? — risponde: «Ciao a tuttu, io sono Francesco Silla, conosciuto on line prima con il nickname Gordian e poi con il nome UlisseCode; sono attivo nel panorama kinky italiano dalla fine degli anni Novanta, quando l'arrivo di internet nelle case ha portato alle prime chat IRC a tema sadomasochismo e fetish». Il suo attivismo comincia dietro l'anonimato dei nick, in anni di disinformazione e discriminazione; nel 2008 fonda con altre tre persone l'associazione BDSM Perugia, fra le prime a «metterci la faccia» con nome e cognome veri in un mondo ancora anonimo al novanta per cento.
Pagina 2 dell'intervista «Chi è Ulisse Code?». La passione per lo studio del mondo kinky nasce per caso, dalle riviste per adulti Club, I Moderni e S/M Stories comprate in edicola a diecimila lire: dentro c'erano articoli sulle pratiche BDSM, una proto-divulgazione kink. Invece di buttarle iniziò a collezionarle e a studiarne le rubriche, passando poi ai libri, prima i classici italiani e poi quelli in lingua straniera. Sulla differenza fra il sadomasochismo di allora e il BDSM di oggi: la principale è la cultura del consenso, che allora non era codificata — si andava per tentativi, con moltissima improvvisazione e a volte con esiti tragici per la sicurezza. Con i framework si è segnata una traccia, e nel tempo sono cresciute le associazioni e i collettivi che portano avanti la divulgazione.
Pagina 3 dell'intervista «Chi è Ulisse Code?», dedicata all'ANSIC. La descrive come «una associazione di giovani persone queer kinky transfemministe intersezionali» che lavora ad aumentare la consapevolezza sulle tematiche kinky e sulle identità personali. La differenza rispetto alle altre associazioni italiane è il respiro nazionale: quasi tutte hanno una connotazione regionale o cittadina, mentre l'ANSIC ha persone che organizzano eventi in Veneto, Toscana, Lazio, Campania e Sardegna. Dice di sostenere queste giovani persone kinky queer con articoli, podcast, video, workshop, masterclass, traduzioni e con la codifica kinky chiamata ANSIC Code, e di aver investito nel progetto perché ne condivide i valori di inclusività e i principi transfemministi intersezionali. Molto materiale è riservato a chi segue i percorsi «Dungeon», il resto è sul sito e sui social dell'associazione.
Pagina 4 dell'intervista «Chi è Ulisse Code?». Che cos'è l'ANSIC Code: la codifica ufficiale della terminologia kink, nata perché la stessa parola cercata on line poteva avere significati diversi e a volte incompatibili, alcuni inventati su un forum e usati solo da chi li aveva coniati. Il progetto cerca le definizioni più condivise e le confronta con riviste, libri, saggi e articoli, così che le persone membre abbiano un dizionario comune. Alla domanda su un presunto ban nazionale che circola sui social, risponde che ci sono azioni legali in corso e non può dire molto: non si tratta di un ban nazionale, ma dell'azione di una decina di persone che, nascondendosi dietro l'anonimato, hanno mosso accuse e avviato una caccia alle streghe sui social; le uniche azioni legali intraprese sono le sue, come parte lesa. Precisa che nessuna associazione o collettivo ha mai firmato o condiviso quel messaggio, e che diverse associazioni hanno preso pubblicamente le distanze.
Pagina 5 e ultima dell'intervista «Chi è Ulisse Code?». Sui progetti futuri: due libri in lavorazione e la speranza di organizzare con l'ANSIC più workshop e masterclass in giro per l'Italia, continuando articoli e podcast — oggi riservati alle persone membre, un domani da portare su piattaforme aperte a tutti. Si può entrare in contatto tramite il sito e i social dell'ANSIC, e su @ulissecode_lab. Chiude citando una delle frasi più iconiche fra le persone dell'ANSIC: «nessuna “normalità” vale la tua libertà». In fondo, una fotografia di Ulisse Code e Arcibaldo Tranquilli al play party Kinky Unicorn, e i ringraziamenti dell'intervistatore alla Redazione ANSIC e a Ulisse Code, «per non essersi mai arreso e per esserci stato per questa comunità nei momenti in cui nessuno c'è stato».