KINKY PRIDE 2023

ARTICOLO PUBBLICATO SULLA RIVISTA AFTERCARE MAGAZINE, PATROCINATA DA ANSIC

ARTICOLO PUBBLICATO SULLA RIVISTA AFTERCARE MAGAZINE, PATROCINATA DA ANSIC

KINKY PRIDE TOSCANA

RIVISTA AFTERCARE

Kinky Pride, we want you! Al Pride di Roma il corteo ANSIC sfila lungo i binari del tram dietro lo striscione «Associazione Nazionale per le Sessualità e le Identità Consapevoli», fra bandiere leather e rubber alzate e una piazza piena di persone.
Pagina 1 del racconto «La nostra esperienza con il carro al Pride di Roma 2023». L'idea nasce per scherzo durante un Munch di Dungeon Italia, quando qualcuno calcola a voce alta quanto costerebbe partecipare al Pride con un carro; a fine serata il presidente dice «daje», e da lì partono liste di volontari, preventivi e spese. Tutte le persone socie danno quello che possono: dopo un mese e mezzo ci sono i soldi per l'iscrizione, per affittare un camion di quattro metri e mezzo e per due striscioni, e ne avanzano per una pizzata. Arrivano sponsorizzazioni e collaborazioni con altri soci; i volontari fanno riunioni infinite, e nessuno si tira indietro.
Pagina 2 del racconto «La nostra esperienza con il carro al Pride di Roma 2023». La mattina del Pride il gruppo è operativo dalle otto: novanta euro di gasolio, gomme controllate, il camion lavato, il poster della rivista Aftercare caricato, e l'appuntamento alle 14:30 per incolonnarsi. A cinque minuti da Roma, all'altezza della Magliana, il camion perde potenza e si spegne: panico, silenzio nell'abitacolo, il proprietario che non offre alternative, il vicepresidente che comincia a smontare il filtro carburante. Il presidente prova a consolare — «che importa del carro, andiamo a piedi, con gli striscioni, insieme» — ma nessuno vuole finire così, e il problema della targa e del modello già comunicati agli organizzatori resta.
Pagina 3 e ultima del racconto «La nostra esperienza con il carro al Pride di Roma 2023». Salta fuori un furgone, e in tre in mezzo alla strada si rifà la pratica con targa e modello nuovi: gli organizzatori dicono di sì. Le squadre di recupero allestiscono il furgone in pochissimo tempo e il carro entra in piazza con le bandiere BDSM, fetish, leather, puppy e progress. Sul furgone c'è posto per un solo striscione, così l'altro viene portato a mano, dandosi il cambio sotto il caldo. Un milione di persone: si marcia, si balla, si canta, si abbracciano lə passantə. Il racconto si chiude ringraziando volontari, socie e amici che hanno creduto nel progetto e realizzato il sogno di una piccola associazione: sfilare con il proprio carro al Pride.